E così di nuovo mi ritrovai solo in questa lunga avventura..

Mi rimaneva ancora piú o meno un mese di viaggio e non avevo la minima idea di cosa fare. O almeno, a qualcosa avevo pensato.

Quel giorno Bizzo andò verso Cagliari a prendere il traghetto mentre grazie ad un paio di passaggi mi diressi a Buggerru, mezz’ora da Masua.
Buggerru è un paese di 2000 abitanti, molto tranquillo e pacifico. Tutti si conoscono. I ragazzi escono assieme e sembra che il tempo scorra molto piú lentamente.

Qui ho conosciuto uno skater fortissimo, Davide Tidu, che da subito mi ha aiutato e fatto conoscere tutta la compagnia del paese.

Il secondo giorno a Buggerru ho smarrito il mio portafoglio in un locale molto affollato con dentro documenti, carte e soldi. Ma non mi sono fermato. Il giorno seguente ho fatto subito denuncia ai carabinieri e sono tornato in spiaggia a vendere braccialetti.

La mia postazione della tenda era appena sopra la spiaggia in uno spiazzo formato dai detriti della montagna. Mi sono anche costruito una tendina dove poter fare braccialetti all’ombra e cucinare senza scottarmi al sole.

Durante quei giorni alternavo uscendo con la reflex a scattare foto,

facendo snorkeling e skateando quando andava giú il sole. Un ragazzo della compagnia decise di prestarmi il suo vecchio surf così imparai anche a surfare. Appena si formavano le onde mi lanciavo subito in acqua con la tavola.

Un sabato sera c’è stata una festa molto grande sull’isola di sant’Antioco in un paese chiamato Calasetta. Decisi di andarci.

Avrei dovuto pagare 12 euro di navetta così sono partito in autostop da Buggerru la mattina. Dopo alcuni passaggi sono arrivato in un punto morto in cui passavano davvero poche macchine.

Di lì a poco si fermó un anziano signore che abitava proprio 200 metri sotto la discoteca, e dopo avermi offerto la cena e dato 10 euro di mancia per aver raccolto le erbacce dall’orto mi ha accompagnato alla festa.Lì ho ritrovato tutti i miei amici di Buggerru, increduli che ce l’avessi fatta.

Il resto dei giorni fu simile ai precedenti grazie anche al bel tempo e alle mareggiate continue che si formavano nella baia del paese.

Un giorno mentre si formavano onde molto grandi decisi di non entrare in acqua in surf ma solo di bagnarmi prima di mangiare.

Dopo pochi metri da riva sentivo la corrente che stava iniziando a portarmi via.
Di lì a tre minuti ero giá a 60 metri da riva incapace di tornare, con la paura che stava prendendo il sopravvento e le onde che mi travolgevano.

Ho iniziato a gridare aiuto accorgendomi che la situazione era davvero precaria. Dopo altri minuti ho perso i sensi ma una bambina sulla spiaggia mi aveva sentito e un surfista molto noto, Nicola Bresciani, mi portó a riva mentre continuavo a rigettare acqua. Sulla spiaggia mi sono ripreso ma la situazione era ancora pericolosa e mi hanno portato in elisoccorso a Cagliari.

All’ospedale mi hanno fatto svariati controlli, mi hanno tenuto una notte in osservazione e per fortuna, il giorno dopo Tidu e l’altro amico Nicco sono venuti a prendermi a Cagliari e mi hanno riportato al paese dove molti mi hanno accolto e salutato.

Questa esperienza mi è davvero servita per farmi capire quanto poco basta davvero per lasciarci le penne.

L’ultimo giorno ho salutato tutto il paese, tutte le persone che mi avevano aiutato, tutti i miei amici e sono partito verso Flumini. Sono rimasto a Flumini una notte per scattare una foto di skate vicino ad un bacino artificiale. Ho mangiato una pizza con una amica e il giorno dopo sono partito verso Oristano.

La mattina trovai un passaggio diretto e la sera ero riuscito ad arrivare un pezzo avanti verso Nuoro. La notte ho dormito in un boschetto tranquillo vicino ad un gregge, fu l’ultima notte in tenda in Sardegna.

Il giorno seguente trovai un passaggio da una stazione Eni fino ad Olbia. Ad Olbia ho conosciuto degli skater con cui sono rimasto fin la sera. Senza chiedere nulla decisero di accompagnarmi fino al porto dove ritrovai delle ragazze che avevo conosciuto in valle della luna. Ho cenato con loro e dopo averle salutate mi imbarcai verso Livorno.

Mancava ancora l’ultimo pezzo di viaggio: Livorno-Trento, e le condizioni meteorologiche non mi aiutavano, infatti il meteo aveva predetto temporali lungo tutta la penisola.
Ma fortuna vuole che sulla nave ho conosciuto dei tedeschi simpaticissimi che passavano per il Brennero con cui ho passato tutto il viaggio in notturna addocchiando alle coste sarde che piano piano svanivano dall’orizzonte.

La mattina seguente tutta la nave era in subbuglio.

Riuscii a trovare i miei amici nei parcheggi del Ferry, anche grazie al fatto che viaggiavano in un van bianco a strisce nere, come zebrato. Dopo aver dato un’occhiata alla Torre di Pisa siamo partiti alla volta di Trento.

Quando siamo arrivati abbiamo mangiato una pizza vicino al Duomo e dopo esserci salutati mi hanno lasciato nello stesso identico posto in cui sono partito il 15 Luglio scorso.

Il viaggio era terminato.

Ero riuscito nella mia avventura, tra alti e bassi, problemi e fortune, questa impresa si era trasformata in una esperienza di vita senza precedenti.

Tutte le persone che ho conosciuto, tutti i posti magici che ho visto, la mia grotta in Valle della Luna, il mio campo a Buggerru. Tutto ritorna ora nella mia mente sfondando quel senso di sedentarietá che percepisco ora tornando nella vita frenetica stressante di tutti i giorni.

Non passerá molto prima di ripartire..

Davide.