Ho passato tre anni della mia vita sognando quel fatidico giorno, quando finalmente avrei preso il largo per abbandonare la barriera corallina e sprofondare  nell’ oceano, un viaggio ricco di emozioni, tra forti piaceri e forti dolori.

Una viaggio in autostop, skate, zaino e “Ghettoblaster”, il mio stereo vintage, campeggiando nei posti più svariati e meravigliosi delle coste e dell’entroterra sardo.

Sono partito domenica 15 luglio due settimane dopo essermi diplomato al liceo scientifico, con uno zaino di 24 kg più skate e ghettoblaster a mano. Lo zaino contiene tutto il necessario per mangiare (fornello a gas, piatti..), macchina fotografica ed altri accessori elettronici, tenda e sacco a pelo, vestiti e un kit per fare braccialetti.

Vendere i braccialetti e collane che realizzo

è il metodo con il quale riesco a procurarmi cibo e altri oggetti esistenziali (sale, sapone, detersivo).

Arrivato lunedì mattina in Sardegna ho passato la prima settimana sulle coste del nord  tra Porto Rotondo, Palau, Porto Pollo, Santa Teresa di Gallura. Ho conosciuto molti ragazzi che mi hanno aiutato, sono uscito con loro la sera, a Palau ho conosciuto un surfista con un van volkswagen e sono rimasto con lui due giorni, sono andato a vederlo fare kite surf e dopo che ci siamo lasciati ho conosciuto degli skater di Santa Teresa di Gallura e ora sono ancora qui perchè è un posto incredibile con un mare stupendo che offre molte possibilità.

Ho deciso di trascorrere un giorno sull’isola Municca, uno “scoglio” non lontano dalla costa e completamente disabitato, colmo di strane rocce granitiche formate dal vento.

Davide.