Bizzo passó il primo giorno ad Alghero girovagando per la spiaggia vendendo le nostre collane indossate da svariate persone.

Io invece cercavo tra i vari chioschi sulla spiaggia un lavoretto, pulire i bagni o raccogliere i rifiuti per guadagnare qualcosina in piú. Purtroppo i titolari delle varie aziende mi hanno risposto sempre male cacciandomi.

Sconfortato sono tornato da Gabriele. Lui aveva avuto piú fortuna, era riuscito a guadagnare una trentina di euro così quella sera abbiamo dormito tranquilli.
La mattina seguente Gabriele tornó a vendere braccialetti, mentre io mi recavo a Sassari in autostop per andare a prendere la mia nuova tavola da skate, arrivata al magazzino GLS.

Trovai prima un passaggio da un ragazzo con un furgone e dopo un paio d’ore un passaggio da un dottore che mi ha portato proprio nella zona del magazzino e mi ha donato 5€ per il pranzo.

Arrivato al GLS ho scoperto che il mio sponsor 100-ONE aveva deciso di mandarmene due al posto di una.

Felicissimo sono andato al centro commerciale vicino e ho notato un telefono scontato da 150€ a 100€.Siccome avevo sui 110€ ho deciso di fare la pazzia, così l’ho comprato per poter continuare il blog e dopo un passaggio unico sotto la pioggia sono arrivato ad Alghero, dove mi aspettava Gabriele il quale era riuscito a guadagnare un’altra ventina di euro.

Purtroppo quando ho aperto il pacco delle tavole ho notato che mancava il grip adesivo che si mette sopra lo skate, di conseguenza ero costretto a tornare a Sassari il giorno seguente.

E così di nuovo in autostop,

prima con un anziano e poi con una famigliola arrivai al magazzino. Naturalmente loro non avevano quello che cercavo e mi hanno detto che era andato perso con il trasporto.
La mia solita fortuna!

Un signore che stava aspettando il suo turno ha origliato la mia storia e ha deciso di regalarmi 5€ e di accompagnarmi al negozio di skate.
Ma il grip costava 7€ quindi ho aggiunto i miei 2 euro per il pranzo per potermelo comprare. Uscito dal negozio sono andato in un parco per attaccare il grip allo skate.

Proprio mentre pensavo al fatto che non avevo piú soldi per mangiare, è passato un ragazzo con la fidanzata e mi hanno regalato una pizza con le cipolle perchè un loro amico gliene aveva regalate tre ma loro erano in due e così ne avevano una in piú.
Prima di mangiare quella pizza ricordo che mi sono fermato a guardare il cielo cercando qualcuno o qualcosa da ringraziare perchè tutto quello che mi stava succedendo era troppo assurdo e mi spaventava davvero.

Tornando da Sassari mi ha raccolto in autostop lo stesso signore del giorno prima. Non sapevo cosa dire.

Arrivato ad Alghero sono passato all’ufficio postale per ritirare il cavo nuovo per la mia radio dopodichè sono tornato all’accampamento da Gabriele che era riuscito ancora a fare un pó di soldi.

In quei tre giorni ho dovuto ringraziare infinitamente Gabriele che è riuscito a guadagnare mentre io cercavo di sistemare i miei problemi.
Appena le luci del sole ci svegliarono abbiamo deciso di partire verso la nostra mèta finale: Spiaggia Masua.

Si tratta di una spiaggia nel sud ovest della Sardegna

davvero magnifica con vista su un’isola disabitata di nome “pan di zucchero” consigliata da un mio caro amico.
Gabriele ha deciso di passare per la strada interna tra i monti mentre io ho trovato un passaggio da una capo scout di Alghero e una sua amica di Milano che, con suo figlio, avevano deciso di farsi la vacanza in Sardegna.
Sono state persone bellissime, mi hanno offerto il pranzo, mi hanno fatto visitare Bosa, S’Archittu e mi hanno portato 30km piú avanti rispetto al loro tragitto.

Arrivato a Putzu Idu

dove si era fermato Gabriele abbiamo conosciuto dei surfisti della nostra etá e abbiamo campeggiato con loro.
Il giorno successivo l’abbiamo passato vendendo braccialetti lungo la spiaggia e rilassandoci con i nostri amici surfisti.

Ma non dovevamo dimenticare la tappa finale, infatti mancavano pochi giorni alla partenza di Gabriele, che aveva comprato il biglietto con tratta Cagliari-Napoli per il 31 agosto. La mattina ci separammo di nuovo per partire e come al solito Gabriele per primo.

Io ho trovato molti passaggi che mi hanno portato a raggiungere un incrocio ad Oristano dove si ho trovato Gabriele con il pollice alzato. Dopo averlo caricato sulla macchina ci hanno lasciato vicino un campo di pannocchie. Un militare ci portó un pezzo avanti, poi un altro passaggio fino a Marceddì dove siamo passati su un ponte militare ad una corsia fino a Torre dei Corsari, un paesino davvero carino.

Quella sera abbiamo dormito su una duna davanti alla spiaggia.

Quando ci siamo svegliati abbiamo deciso di partire insieme e dopo 3 ore passate ad aspettare un passaggio, finalmente una coppia ci ha portati a Piscinas, le dune piú estese d’Europa. Lì abbiamo mangiato e dopo aver venduto qualche braccialetto ci siamo diretti nell’interno della Sardegna in un paesino di nome Arbus.

Quella sera siamo passati al concerto dei Nomadi e dopo una pasta cucinata in un vicolo del paese ci siamo addormentati nelle amache, a bordo di una strada in una pineta.
Il rumore delle macchine il giorno seguente ci ha svegliato ricordandoci che in un giorno avremmo dovuto compiere un viaggio di 50 km fino a Masua nella strada meno trafficata della Sardegna.

Gabriele naturalmente all’una del pomeriggio era giá arrivato in 3 passaggi,

mentre io ho trovato un passaggio da un ragazzo appassionato di motori che mi ha portato da un amico, il quale possedeva una casa di un dirigente delle ex miniere di Piscinas.
La casa dava sulla vallata e sulle dune, era enorme, molto antica super raffinata. Mi hanno offerto il pranzo e dopo una chiaccherata mi hanno portato sull’incrocio verso Masua.

Da lì ho trovato tre passaggi veloci fino all’incrocio per la spiaggia. Dall’incrocio ho deciso di scendere in skate fino alla baia che dava sul “Pan di Zucchero”.
E’ un posto magnifico, la spiaggia è formata da tre piccole calette una piú bella dell’altra, un mare trasparente con delle sfumature sempre piú scure fino all’orizzonte, diviso in due da questo faraglione enorme a forma di croce latina che s’innalzava dall’acqua come un’enorme tartaruga marina.

Era il posto perfetto al momento perfetto.

La notte abbiamo dormito sulle amache in una pineta bellissima che dava sul mare.
Nel bel mezzo della notte peró la mia amaca si è strappata e mi sono trovato costretto a dormire per terra sul materassino.
È stata l’ultima notte del viaggio col mio amico e compagno di avventure dal cappello di paglia Bizzo <3.

Davide.