Quando ci siamo svegliati la mattina del 16 agosto il sole era appena sorto e giá si poteva udire lo stridio delle cicale tra le fronde dei pini piú alti.

Dopo aver preparato gli zaini ed aver dato l’ultimo sguardo al totem dall’alto della cresta della valle, ci siamo subito buttati in strada.

Usciti da Santa Teresa di Gallura siamo arrivati con un paio di passaggi a Castelsardo ed essendo in anticipo abbiamo deciso di andare a Platamona, la spiaggia dei Sassaresi. Ci raccolsero una coppia sulla quarantina con una minicooper verde militare vintage. Tra zaini radio e skate ci stavamo a malapena ma il morale era altissimo.

Siamo arrivati verso sera e ci siamo subito coricati dopo un veloce piatto di pasta. Il giorno successivo siamo arrivati in centro a Sassari ma inizió a piovere e subito ci siamo riparati nel capannone di un grande magazzino.

E’ stata una giornata davvero difficile,

avevamo pochi soldi, cercavamo del filo per braccialetti ma niente, e inoltre non siamo nemmeno riusciti a uscire da Sassari in autostop. Come se non bastasse abbiamo dovuto dormire in tenda sul bordo della statale in un posto alquanto malfamato. Quella sera stavamo davvero pensando che se non saremmo riusciti ad uscire da quella situazione avremmo avuto problemi seri, e come se non bastasse il mio telefono non funzionava.

L’indomani tuttó cambio.

La mattina abbiamo trovato un negozio con del filo e un passaggio fortunato che ci portó fino a Stintino. L’autista della macchina era il guardiano della spiaggia “La Pelosa”, una tra le migliori tre spiagge della Sardegna e oltre ad averci offerto colazione e un paio di birre, ci fece fare un tour di tutto il paese di Stintino.

Ci ha portato nella sua casa di campagna e ci ha fatto il regalo piú bello che avremmo mai potuto ricevere quel giorno: un sacco colmo di braccialetti africani tutti bellissimi. Così abbiamo potuto realizzare molte altre collane e bracciali per recuperare i soldi dei giorni precedenti.

La sera abbiamo dormito in spiaggia sorvegliati dal nostro amico dopo una doccia rinfrescante nel retro del bar della spiaggia.

Il giorno successivo siamo rimasti in spiaggia a vendere e la sera abbiamo deciso di spostarci verso il paese.

Non riuscivamo a trovare passaggi finchè ci ha raccolto un ragazzo che lavora in una delle pizzerie più costose della zona. Ci ha offerto una cena buonissima dandoci un tavolo che dava sulla baia proprio durante il tramonto.

Fu un momento davvero importante perchè tutto il susseguirsi di sfortune e fortune mi stava facendo capire quanto questa esperienza si stava trasformando in qualcosa di impensabile. La notte abbiamo dormito a lato di una ciclabile fuori dal paese vicino alla costa.

Il giorno seguente, carichi come al solito, siamo partiti verso Alghero.

Gabriele aveva avuto piú fortuna di me.. in due ore era arrivato. Io invece ho dovuto aspettare molto sotto il sole cocente nella campagna del nord della Sardegna. Finalmente un passaggio! Delle ragazze hippie tedesche dirette alla “Valle della Luna” mi hanno accompagnato fino a Porto Torres.

Da lì un altro passaggio fino al bivio verso Alghero e infine con un argentino e il suo Van Volkswagen simile a quello delle ragazze fino ad Alghero. Ritrovai Bizzo alla spiaggia e dopo aver visitato il centro e conosciuto un paio di skater ci siamo diretti verso la pineta dove abbiamo festeggiato con un paio di birre il nostro arrivo sulla costa ovest.

Ma i portafogli languivano e presto avremmo dovuto riiniziare a vendere il piú possibile per scendere lungo tutta la costa che dava sul mediterraneo..

A presto,

Davide.