Come avevo accennato nel blog precedente ho deciso di raggiungere un isolotto che si trova non molto lontano dalla costa, l’isola di Municca e ora vi racconto com’è andata.

Nei giorni successivi sono riuscito a vendere molte più collane e braccialetti di quanto mi aspettassi e quindi martedì decisi di investire alcuni dei miei soldi per comprare un paio di pinne e maschera con snorker.

Quella mattina partii attorno alle 10 in direzione Decathlon di Sassari. Dopo vari passaggi in auto e 5 kilometri sotto il sole con lo skate riusciì ad arrivare a destinazione. Ci fu però un imprevisto: il portafoglio mi uscì dallo zaino e rimase nella macchina del signore che mi offrì l’ultimo passaggio.

Riuscii a ricordare dove fosse diretto quel gentile signore che aveva con se tutte le mie fatiche, iniziai subito a correre con lo skate e trovai la sua casa dove stava mangiando con i figli. Mi disse che non si era accorto di nulla, andò a recuperare il mio portafogli e non esitò a consegnarmelo. Grazie all’onestà di quel signore e alla mia determinazione finalmente ripresi la strada e raggiunsi il negozio.

Sulla via del ritorno fui accolto da un’altra macchina e una ragazza che sedeva nel posto passeggeri decise di comprarmi due braccialetti così mi ripagai completamente ciò che avevo comprato.

In questi giorni conobbi Sarr, un senegalese che vendeva braccialetti e vestiti in spiaggia, Diego un brasiliano viaggiatore e Mattia uno strano tipo aperto e simpatico ma con molti problemi con la legge.. Dormivo e mangiavo con loro tutti i giorni a Santa Teresa di Gallura.

Un mercoledì decisi di andare sull isola Municca. Partii da Santa Teresa a piedi con zaino in spalla. Arrivai alla fine della costa. Da lì bisognava passare 5-6 metri guadando sotto acqua tra le rocce perchè era possibile passare senza nuotare.

Quell isola era completamente disabitata ma era colma di stranissime rocce granitiche che scalai tutta la sera scattando foto.

La sera mi coricai sotto un masso col materassino e il mio sacco a pelo. In quell’isola c’era una pace ed un silenzio che sembravano millenari. I gabbiani, gli unici abitanti di quell’isola sfrecciavano tra le morbide punte delle rocce giocando tra di loro.

Passai moltissimo tempo a riflettere sulla vita davanti al mare quel giorno, finalmente ero riuscito a sentirmi libero, nell immensità del mondo, solo come un animale che ha deciso di lasciare il branco per migrare verso nuovi spazi.

Quell’isola così deserta mi faceva sentire così fragile ma allo stesso tempo forte e sicuro, sicuro di continuare questo meraviglioso viaggio.

Davide.